COMITATO PROGETTO CERNOBYL
INDUNO OLONA onlus
GENESI

 

Il comitato Progetto Cernobyl di Induno Olona nasce a Induno Olona, su iniziativa della parrocchia di san Paolo Apostolo, il 15 aprile del 1996. Don Piero De Stefani, parroco in quel periodo di san Paolo, recependo una circolare delle prefettura di Varese inviata da LEGAMBIENTE della Lombardia in cui si cercavano comuni o parrocchie disponibili ad ospitare un gruppo di bambini proveniente dalle zone contaminate dalla radioattività dalla esplosione delle centrale nucleare di Cernobyl, coinvolse il Consiglio Pastorale, formalizzando un piccolo gruppo di persone che si riunirono sotto la denominazione “COMITATO SAN PAOLO PER IL PROGETTO CERNOBYL DI LEGAMBIENTE”.

La sede del Comitato si formalizza quindi presso la parrocchia di san Paolo. Fanno parte del comitato, oltre a don Piero che rimane l’animatore, i soci Plano Vincenzo, Pedroli Sergio, Esposito Gaetano, Rossi Rosa, Bernasconi Silvana, Gazzi Sabrina, Borgatti Giuliana. Organi esecutivi del comitato vengono nominati i Sig.i Esposito Gaetano, Presidente – Gazzi Sabrina, segretaria – Pedroli Sergio, Tesoriere. Viene al contempo lanciata una sottoscrizione in tutto il territorio della parrocchia per raccogliere i fondi necessari per sostenere il progetto di ospitalità e in poche settimane si raccolgono oltre 40 milioni di lire, attraverso lettere di offerte e sottoscrizioni. Il primo progetto prevedeva l’ospitalità dei bambini solo a Caravonica, in provincia di Imperia, dove la parrocchia di san Paolo possedeva una casa per le vacanze per le famiglie. Nel mese di agosto si alternarono per la gestione concreta della attività alcune famiglie della parrocchia con un gruppo consistente di ragazzi dell’oratorio. Verso la fine del mese di agosto si organizzò poi una breve visita dei bambini qui a Induno Olona tra sabato e domenica.

L’anno successivo, il 1997, viene ripetuto il progetto di ospitalità, abbinando questa iniziativa di solidarietà all’oratorio estivo della parrocchia di san Paolo. I bambini di Cernobyl furono quindi ospitati nel mese di luglio, i primi quindici giorni in famiglia con l’attività diurna in oratorio e nella seconda quindicina del mese sempre a Caravonica, insieme sempre con un grippo di giovani dell’oratorio estivo. Formula questa che caratterizzò poi da sempre l’attività del comitato.

Nel 1998, don Piero comunicò di non poter più impegnarsi in prima persona in questa attività, per tutti i compiti da assolvere nella parrocchia. Nasce quindi una nuova realtà, non più legata espressamente alla parrocchia e che si chiamerà COMITATO PROGETTO CERNOBYL LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’ INDUNO OLONA, coinvolgendo tutto il territorio del Comune di Induno Olona. Negli anni successivi il progetto di ospitalità, superò i ristretti confini del Comune di Induno Olona, coinvolgendo prima alcune famiglie della Valceresio, come Viggiù, Saltrio, Clivio, Porto Ceresio, Cuasso al Monte, Arcisate, Varese e poi altri comuni del Varesotto quali Buguggiate, Daverio, Cuveglio. Rancio, Laveno Mombello, Corgeno, Biandronno,  Bodio Lomnago, ecc. ecc.

Nel periodo in cui eravamo legati a LEGAMBIENTE l’ospitalità era molto vincolata e rigida: ospitavamo solo bambini che non erano mai stati all’estero, questo per favorire la rotazione di tanti bambini, censurando quindi quel rapporto affettivo che si stabilisce ospitando per un mese un bambino. Il nostro comitato, pur confermando un progetto di ospitalità prevalentemente collettivo, è andato via via modificando questa regola, iniziando negli anni successivi anche ad riospitare i bambini già invitati, due, tre o quattro volte. Problemi poi di natura economica ma anche di identità per il progetto stesso della ospitalità, hanno poi portato nel 2007 l’associazione LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’, a non ospitare più i bambini di Cernobyl in Italia, ma prospettando progetti di risanamento sanitario direttamente in sanatori della Bielorussia, in zone non contaminate dalla radioattività. E cosi dal 2007 il nostro comitato, nato con Legambiente, si è trovato a collaborare con una nuova associazione, VERSO EST; per far arrivare i bambini. In questi anni abbiamo poi stabilito una collaborazione attiva con l’associazione MONDO IN CAMMINO e con la fondazione DON LORENZO MILANI, promuovendo nelle scuole alcune iniziative come la mostra itinerante “Il silenzio diventa voce”

Sempre intorno al 2007, il comitato a maggioranza decise di non utilizzare più la casa di vacanza a Caravonica, ritenuta troppo distante dal mare, circa 30 Km. scegliendo una colonia di Cesenatico per il soggiorno marino, denominata Eurocamp, che tutt’ora utilizziamo per il soggiorno al mare, che si affaccia direttamente sul mare.

Se nei primi anni il numero dei bambini ospitati era molto alto, arrivando un anno ad ospitare 51 bambini con 4 accompagnatrici, attualmente ospitiamo circa ogni anno 20 bambini circa con due accompagnatrici. L’identità del comitato è comunque rimasta la stessa. Il nostro è un progetto di ospitalità collettivo, formato da un gruppo di famiglie che ospita un gruppo di bambini, dove il ruolo delle famiglie si mette al servizio della attività del comitato. Spetta infatti al comitato raccogliere le offerte per sostenere tutte le spese necessarie per l’ospitalità, che si articola durante l’anno con diverse iniziative: la raccolta delle offerte in busta chiusa, la vendita dei panettoni prima di Natale, lotterie, raccolta di sottoscrizioni tra ditte e associazioni. Al comitato si aderisce versando una quota che si differenzia a secondo di chi ospita un bambino nuovo oppure se si ospita il bambino già ospitato l’anno precedente.

Lo scopo dall’ospitalità è sempre lo stesso: ospitiamo bambini che vivono ancora nelle zone contaminate dalla radioattività della zona di Cernobyl con l’obiettivo del risanamento sanitario. Infatti è stato provato in maniera scientifica che in un mese di soggiorno i bambini perdono sino al 50% della radioattività che possono aver accumulato vivendo in un territorio contaminato. La radioattività oltre a far diminuire le difese immunitarie in generale, può favorire l’insorgere di malattie molto gravi come i tumori alla tiroide, forme di leucemie ecc. I bambini che ospitiamo hanno di norma una famiglia e non sono quindi adottabili anche se vengono da zone molto povere della Bielorussia.

I sacrifici che i soci del comitato fanno nel nostro comitato, sono di gran lunga ricompensati dalla gioia e dalla amicizia che ci lasciano questi bambini quando tornano nelle loro case.